Leggendo in questi giorni quanto riportato sui giornali, sui gruppi di adolescenti neonazisti, mi sono tornate in mente immagini del mio passato, quando andavo a scuola. Prima di tutto, arrivare ad utilizzare un termine come 'neonazisti' mi sembra decisamente troppo, questi conosceranno a mala pena tre cenni storici su quel terribile periodo storico che ha devastato l'Europa e la loro ideologia si basa su un paio di concetti messi li a caso: i 'negri' puzzano, i 'rumeni' rubano, fuoco agli zingari, raus raus raus... ma va a cagare.
Nel mio periodo buio, poco prima di diplomarmi, ho frequentato gente di destra, ho indossato anche io gli anfibi, il bomberino grigio con lo scudetto sul braccio, capelli corti e sempre in ordine. Per fortuna è durata poco, più o meno un anno, poi ho abbandonato ogni idea politica anche se ho continuato a votare appoggiando, fino a qualche anno fa, la sinistra. Mi pento di quel periodo, era solo una moda, ne ero consapevole ma comunque scioccamente davo retta agli altri.
E quindi, come dicevo, in questi ragazzini io mi rivedo, sicuramente la maggior parte di loro vivranno questo come un periodo di transizione, se la scuola e la famiglia li tengono poco impegnati in qualche modo dovranno passare il tempo. E quindi c'è la comitiva, il gruppetto di ragazzi che si incontra, sia di destra che di sinistra, non fa differenza. E si sa, il singolo individuo anche se più intelligente rispetto agli altri nel gruppo si adegua.
Le cause, secondo il mio modesto parere, sono da ricercare nella politica e nelle persone che ne fanno parte, nella televisione e nell'informazione in generale. Se continueranno a dare spazio a persone che seminano odio non arriveremo a nessuna conclusione.
lunedì 12 maggio 2008
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