giovedì 3 aprile 2008

Mesi fa mandai la richiesta di sbattezzo. Inviai una raccomandata al parroco della chiesa dove venni battezzato. Ovvero, quello che si può fare è quello di richiedere la cancellazione dai registri che hanno e che utilizzano per conteggiare le anime appartenenti alla Chiesa Cattolica. Riporto quanto scritto sul sito Uaar: "lo sbattezzo, invece, è proprio la formalizzazione, in ottemperanza alla legge italiana, dell’abbandono della Chiesa cattolica."
Perché per lo sbattezzo vero e proprio (apostasìa) non occorre formalizzare, basta esserne consapevoli.
Dopo qualche mese, non avendo ricevuto lettere o comunicazioni di altro genere, sono andato a trovare il parroco. Il parroco era in ferie (?) e sono stato accolto dal vice parroco con il quale ho avuto un colloquio. Ovviamente, come avevo immaginato, dopo aver spiegato il motivo della mia visita ha strabuzzato gli occhi. Devo dire che alla fine, dopo avergli spiattellato in pochi minuti tutte le mie ragioni, è stato piuttosto comprensivo. Dopo una settimana mi ha contattato telefonicamente un altro vice parroco, quest'ultimo un pò meno comprensivo. Ha cominciato a farmi qualche domanda cercando di approfondire il discorso per scovare, nelle mie convinzioni, qualche punto debole, se ero stato contattato dalla Uaar, se avevo intenzione di abbracciare un'altra religione, etc etc. Ovviamente senza successo, le miei motivazioni sono serie e incondizionabili. Poi è arrivata la parte migliore, le controindicazioni.
Ecco un estratto del discorso:
lui: "da sbattezzato non puoi fare da testimone (matrimonio in chiesa e altre belle cose)"
io: "no problem!" (mi sono permesso una terminologia un pò più giovane)
lui: "se fai lo sbattezzo poi non torni indietro"
io: "ma veramente mi è stato detto che questo non può essere considerato come un vero e proprio sbattezzo, vengo cancellato dalla lista ma davanti a Dio risulterò essere sempre battezzato"
lui: "e no! se vuoi tornare indietro il percorso è un altro, un percorso di riconciliazione lungo ed arduo"
io: "correrò il rischio"

Dopo un'altra decina di minuti di piacevole chiacchierata la frase finale ad effetto:
"e che ti devo dire ragazzo mio, se Dio non ti ha fulminato quando hai preso questa decisione perché dovrei farlo io".

Dopo il vice parroco mi ha contattato pure il parroco in persona, che nel frattempo era tornato dalle ferie. Decisamente meno fresco rispetto ai suoi vice l'ho liquidato in pochi secondi: "sei sicuro della tua scelta?" - "si" - "conosci le conseguenze?" - "si" - "va bene, allora inoltrerò la tua richiesta al vicariato" - "ok".

Da allora sono passati diversi mesi, non ho avuto nessuna comunicazione, uno di questi giorni dovrò ripassarci.

1 commento:

  1. Secondo me il Parroco non ha inviato proprio nulla al vicariato!! ... semmai ti ha segnalato come eretico!!

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